Quale futuro per Mignani

Quale sarà il futuro di Michele Mignani? In tanti si saranno fatti questa domanda nelle ultime settimane, soprattutto alla luce della crisi di risultati in cui è caduto il suo Cesena. Dati alla mano, dalla gara di Catanzaro (penultima del girone d’andata) a quella di Modena i bianconeri sono all’ultimissimo posto della graduatoria parziale. Una media così è da retrocessione diretta con disonore appunto del ruolo di cenerentola. Due vittorie, altrettanti pari e ben otto sconfitte per un totale di 11 gol realizzati e un macigno di 23 incassati. Troppo pochi otto punti in 12 gare che hanno spezzato il legame tra il tecnico genovese e il Cavalluccio. I tifosi hanno poi contestato il timoniere dei romagnoli contro lo Spezia e in forma ancora più vistosa con il Monza, con cori diretti anche alla squadra. Insomma, il clima è tesissimo e il pareggio di Modena con un atteggiamento rinunciatario (appena un tiro maldestro di Cerri nello specchio degli emiliani) ha rinnovato la fiducia a tempo della proprietà americana che già aveva per due volte salvato il mister. Contro il Frosinone sabato prossimo, che è una macchina da guerra, ma all'”Orogel Stadium Dino Manuzzi” non ha ancora vinto nei precedenti assoluti, sarà arduo racimolare anche un solo punto se l’atteggiamento sarà quello del classico pullman parcheggiato davanti a Klinsmann. In caso di sconfitta pesante, vista la media terribile di gol incassati, la proprietà potrebbe propendere per l’esonero. Non la via scontata comunque perché ricordiamo che a libro paga c’è ancora Fabio Artico fino al 30 giugno 2027 con un contratto faraonico, a cui si sommerebbe quello di Mignani e di un altro nuovo allenatore. Con Caserta accasatosi all’Empoli al posto di Dionisi da poco incrociato, la lista dei papabili sostituti si assottiglia. D’Angelo ha rifiutato la Sampdoria e dovrebbe aspettare una nuova chiamata dello Spezia, Pagliuca non convince, invece Vivarini ha già allenato prima Pescara e poi Bari senza successo. In piedi restano l’ipotesi Possanzini (valutato in passato), Pecchia da capire i costi e il solito profilo del veterano Pierpaolo Bisoli. Altre idee potrebbero essere legate a Semplici (già cercato gli anni scorsi), Iachini (sarebbe un ritorno dal sapore romantico) e Donati. Come ha invece indicato questa mattina Il Resto del Carlino, potrebbe anche esserci una promozione e un ritorno di Nicola Campedelli, condottiero di una Primavera stellare nel massimo campionato di categoria. Bocche cucite in società con il silenzio stampa che imperversa. Quello che è certo, guardando anche al recente passato florido del Cesena, il mancato rinnovo contrattuale a Mignani (che col senno di poi fa sorridere come pensiero) e anche a un possibile copia-incolla con Filippo Fusco. Il contratto del direttore sportivo scade infatti a fine stagione. Lunedì scorso la dirigenza si è ritrovata per fare il punto e solo dopo la gara col Frosinone potrebbero esserci novità.

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