A due giorni da Cesena – Cremonese, c’è forte attesa per il ritorno di Tommaso Berti in città. Di Calisese, borgo alla periferia della città, trasuda tutta l’anima romagnola. Il classico vicino di casa, insomma. Uno dei tanti burdèl sfornati dal glorioso vivaio del Cavalluccio che negli ultimi anni è tornato a splendere dopo il fallimento del 2018. Il piccolo Tommy, mica tanto ormai, ha spiccato il volo qualche mese fa. Si è accasato alla Cremonese, retrocessa dalla A, sottoscrivendo un quadriennale e “aiutato” il suo Cavalluccio garantendo una somma di circa 2,8 milioni più bonus. Una partenza a razzo in Coppa Italia con i doppi successi di prestigio con Sampdoria e Parma, poi però sono maturate altrettante stecche pesanti in campionato. Prima all’esordio contro l’Empoli e poi al debutto interno con il Modena (brutto lo 0-3 incassato). Esonerato l’ex Marco Giampaolo, il “maestro” di Bellinzona, è arrivato sulla panchina dei lombardi Fabio Pecchia che ha subito rotto il ghiaccio con una vittoria interna sul Padova. La Cremonese ha tutte le carte in regola per puntare al ritorno in Serie A: sabato alle 19.30 sarà il primo banco di prova di alto livello della stagione di Alessandro Diamanti che cerca di sbloccarsi in casa e trovare il punteggio pieno. Il capitolo Sassuolo lo lasciamo alle spalle e privo di troppo valore. Lo spirito e la grinta visti fino ad ora non basteranno, servirà anche infilare la palla dentro la rete, a differenza dei molti assalti a vuoto visti nel pareggio in rimonta con il Mantova. La partita avrà un doppio valore, oltre ai punti in palio, si tramuterà all'”Orogel Stadium Dino Manuzzi” il ritorno di Tommaso Berti. Per la prima volta il figlio della campagna cesenate tornerà da avversario. Sicuramente avrà un po’ gli occhi lucidi e il cuore carico a mille, nel momento dell’ingresso in campo. Al momento ha raccolto due scampoli nelle due sconfitte di campionato e i primi 90 minuti li ha incamerati nel successo sul Padova (con assist), per un totale di 247 minuti, Coppa Italia compresa. Proprio con la Doria è andato a segno al debutto, mentre con gli emiliani ha sfornato un altro assist, il primo in ordine cronologico col grigiorosso. A Cesena il 22enne ha invece messo da parte 139 presenze, 13 gol e 21 assist. Ben altro però ha lasciato nel cuore dei tifosi: simpatia, affetto, stima e un legame viscerale col territorio. Forse è lui l’erede di Davide Biondini che è entrato nella storia bianconera con quella corsa perdifiato sotto il settore ospiti di Carrara esibendo la seconda maglia degli ultras bianconeri. Appassionato di ciclismo ha seguito spesso non solo il Giro d’Italia ma anche il Tour de France, inoltre si è spesso cimentato in gare con amici fin da ragazzino, organizzando anche il Tour ad Calseis. Sarà difficile vederlo indossare un’altra maglia sabato sera, ma il calcio è così. Di sicuro non mancherà il calore del pubblico cesenate al suo figliol prodigo.
Il ritorno del figliol prodigo Berti